Camera di Commercio di Milano, l'impresa nella business TV
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Diamo merito al talento
(26 feb. 2010 | h 14.29)
Forum, convegni, convention selezionano e premiano talenti e sempre più esperti del settore e imprenditori di successo riconoscono l'importanza della meritocrazia. Ma nella realtà aziendale quotidiana come si mettono a frutto le capacità e le attitudini delle risorse umane?Dal punto di vista dell'imprenditore che cosa significa “dare spazio ai talenti”, quali vantaggi comporta per l'impresa l'attivazione e l'incanalamento delle potenzialità dei propri lavoratori? La domanda ha senso soprattutto se pensiamo alle PMI dove il responsabile HR coincide con l'imprenditore stesso il quale, per quanto formato su temi di valutazione e valorizzazione del capitale umano, ragiona in termini di vantaggio economico per la propria azienda. Vale a dire: riconosco la capacità, la creatività e l'abilità di chi lavora con me, ma valorizzarli è utile per la mia azienda?La risposta potrebbe stare in questa affermazione:Un talento è soprattutto una persona capace di generare senso, oltre che valore: “il saper essere” che incanala e moltiplica le energie verso un preciso obiettivo. ... L’imprenditore stesso è l’attivatore dei talenti. Solo un forte commitment da parte sua può innescare il circolo virtuoso, ma la gestione del talento è molto più pervasiva e richiede l’impegno di tutta l’azienda.Quindi è talentuoso per un'azienda quel lavoratore in grado di indirizzare nell'ambito della propria attività nuove idee e conoscenze. L'imprenditore sensibile che percepisce questa capacità e la riconosce, mette in moto tutto il processo formativo e fattivo (aggiungeremmo qui anche gli strumenti di gratificazione) affinché il talento trovi realizzazione concreta, favorendo nuovi successi per l'impresa. Viceversa un talento forte che non trova risposte nella propria realtà aziendale, dove l’imprenditore è miope e dove non si punta a nuovi business e investimenti, è destinato a cercare e (se possibile) trovare altrove chance e realizzazione.
Tag: talento, meritocrazia, merito, risorse umane, formazione
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Telelavoro: un vantaggio per le PMI?
(23 feb. 2010 | h 14.30)
Il telelavoro non è più prerogativa di multinazionali e grandi imprese. Sebbene a fatica è una modalità di lavoro che va affermandosi anche nelle PMI. La lentezza e diffidenza che caratterizzano l'adesione e piena accettazione al telelavoro da parte degli imprenditori non ha giustificazioni. Un argomento forte a difesa del lavoro dipendente a distanza, ad oggi tutelato e regolamentato da una legge e dai contratti collettivi, è la possibilità di risparmiare su consumi e costi di gestione del personale. Un beneficio di cui le PMI devono tenere conto in tempi di crisi economica, quando si mettono in campo tutte le strategie possibili per limitare le spese e recuperare liquidità. Esempi pratici di risparmio riguardano i costi di gestione della logistica aziendale, quali condizionamento e riscaldamento, illuminazione, pulizie degli uffici, spese condominiali etc…, oltre al ridimensionamento dei costi per l'infrastruttura informatica, compresa la gestione dei server. Certo i più propensi all'adozione del telelavoro sono gli imprenditori del settore: entusiasti i grandi quali Cisco o Sun Microsystem, e la stessa Telecom. La domanda quindi è: quali mansioni possono svolgersi a distanza? Generalmente si crede che il telelavoro si adatti ad attività di basso profilo, ripetitive, quali i data entry, gli addetti ai call center; in realtà manager e soggetti che godono di relativa autonomia all'interno dell'azienda possono spesso lavorare da remoto. Ciò che serve, per risultare vincenti è una cultura organizzativa che promuova la capacità di lavorare in modo indipendente e produttivo, sfruttando tempo e nuove tecnologie in maniera efficiente. Si impongono, quindi, come sempre di fronte a una nuova sfida, una formazione adeguata e la disponibilità a mettersi in gioco.
Tag: telelavoro, lavoro a distanza, lavorare da casa, ICT,
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Informazioni protette 'in' e 'out'
(19 feb. 2010 | h 14.08)
I cyberattacchi sono lo spauracchio di tutte le aziende del mondo. Quando non è un solo hacker, ma una rete addirittura a organizzare l'assalto, la possibilità di essere colpiti è altissima.L'integrità delle informazioni in questi casi deve essere legata all'adozione di strumenti tecnologici specifici che agevolino una protezione adeguata a tutto il sistema informatico aziendale. Non esiste, infatti, solo il pericolo degli hacker, anche Internet, reti wireless e dispositivi come hard-disk, scanner, chiavette USB, possono essere fonte di 'inquinamento'. In tutte queste ipotesi ci riferiamo a fenomeni esterni che possono compromettere la tutela delle informazioni circolanti in azienda, ma bisogna preoccuparsi anche di abusi e furti degli impiegati. In entrambi i casi adeguate tecnologie aiutano a conservare l'integrità del sistema, ma devono essere supportate dall'applicazione di procedure aziendali chiare e definite. Non solo: occorre rendere ogni impiegato sensibile all'importanza del trattamento confidenziale di alcuni dati aziendali. Per i circuito in uscita delle informazioni, spesso strettamente correlate all'attività economica svolta (properties, copyright etc...) ci si appella a leggi e normative, ma devono anche esistere strategie specifiche e semplici accorgimenti, definiti all'interno dell'azienda, che tutti sono tenuti ad applicare. 'In' o 'out' in definitiva, non importa, due regole devono guidare l'imprenditore che voglia salvaguardare l'asset aziendale delle informazioni: supporto tecnico studiato su misura da esperti del settore ( inutile ricorrere, per esempio, a download di programmi gratuiti per la tutela dei pc) e formazione degli impiegati allo scopo di sensibilizzarli e aumentarne le competenze. Il budget per implementare un sistema di gestione della sicurezza che metta al riparo da ogni rischio? Per chi è fortemente colpito dalla crisi economica è veramente difficile reperire risorse da utilizzare a questo scopo, ma la percezione della rilevanza del problema è forte e proteggersi è necessario. La soluzione, al solito, è cercare di fare meglio con il meno possibile; quindi richiamiamo in causa: sensibilità imprenditoriale, accortezza e oculatezza.
Tag: cyber, hacker, sicurezza informatica, sicurezza pmi, informazioni aziendali, sistema di sicurezza, sis
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L'Expo 2015 a Milano
(16 feb. 2010 | h 14.18)
'Nutrire il pianeta, energia per la vita' è l'argomento guida dell'Expo di Milano, dove si affronterà il tema dei temi di discussione globale: lo sviluppo sostenibile, dalla tradizione, alla creatività, all’innovazione nel settore dell'alimentazione. Per le PMI milanesi e lombarde l'Expo sarà solo una vetrina o una reale opportunità di business? Milano sarà nell'occhio del ciclone per sei mesi e sono previsti almeno 29 mila visitatori. Se è immediata la percezione di quanto le aziende turistiche, della ristorazione e dei servizi al pubblico, possano, almeno nel breve periodo, ricavarne profitti, più difficile, invece, misurare quanto e se le imprese del settore e non, possano cavalcare l'onda Expo, investire e incrementare il fatturato. La percezione degli imprenditori stessi pare sia abbastanza chiara: fra i lombardi sono i comaschi a crederci di più. Forse è la crisi a rendere scettici gli imprenditori, o la scarsa possibilità di competere con i grandi gruppi già chiamati in causa per la realizzazione di infrastrutture, oppure la mancanza di fondi per investire in progetti e persone? Perché l'ottimismo e la 'voglia di fare' riconquistino le imprese, che provino a ritornare competitive proprio in prospettiva dell'evento Expo, quali potrebbero essere gli interventi concreti? Ovviamente i finanziamenti ad hoc, i pacchetti di servizi finalizzati a favorire attività e investimenti sono ottimi incentivi per le imprese ( vedi 'ServizioImpresa' ) così come le iniziative delle istituzioni per spingere le imprese a 'fare rete, fare sistema e trovare coesione per concorrere insieme'. La partecipazione attiva delle stesse, anche su propria iniziativa, la creatività e lo spirito imprenditoriale in sé devono e possono essere le chiavi per entrare e partecipare con successo a una rassegna così importante. Normal 0 14 false false false IT ZH-CN X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Table Normal"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:10.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin;}
Tag: expo 2015, milano, esposizione universale, alimentazione, nuove tecnologie, finanziamenti, investimenti
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Riciclati è meglio?
(12 feb. 2010 | h 14.19)
Un attento sfruttamento delle materie prime e la possibilità di ricorrere a risorse riciclate può essere un modo per le imprese di risparmiare secondo comportamenti eco sostenibili. Pensare 'verde' è un'attività imprescindibile per qualsiasi azienda che voglia mantenersi competitiva. Le scelte ecologiche del management possono interessare diversi campi e livelli dell'azienda. Ormai molti stampano su supporto rigenerato, lavorano per ridurre le emissioni di Co2, promuovono la propria attività con un sito a emissione zero, si dotano di un parco auto e mezzi di lavoro che funzionano con biocarburanti e GPL, sfruttano energia solare e geotermica per elettricità, riscaldamento e aria condizionata.Davvero ci si può muovere in varie direzioni, guidando l'impresa sulla strada giusta. Dal comportamento ecologico dell'impiegato che spegne pc e luci prima di uscire dall'ufficio, allo sfruttamento di energie rinnovabili per il funzionamento delle linee di produzione, all'impostazione green di tutto il processo produttivo, fino alla costruzione del proprio business all'insegna del verde, non esiste limite alla creatività dell'imprenditore improntata all'ecologia.Lo scetticismo iniziale e il timore che la perdita economica per rivoluzionare mentalità e processi in senso ecologico possano inficiare ogni sforzo, si superano facilmente, scoprendo quanto possono essere brevi i tempi di ammortizzamento delle spese sostenute e il risparmio in denaro, senza dimenticare gli incentivi statali.Tralasciamo qui di dimostrare quanto l'immagine green oriented dell'impresa sia vincente per la promozione dei propri prodotti all’esterno. Ci riferiamo a tutte le considerazioni sui successi del Green Marketing nei confronti di un consumatore sempre più sensibile all'argomento. Ma, appunto, rimandiamo ad altro post opinioni e commenti in merito.
Tag: ecologia, riciclo risorse, ecosostenibile, green economy, verde, risparmio energetico
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Family business
(09 feb. 2010 | h 13.22)
Per le imprese di famiglia, quali sono le armi del successo e le strategie d'impresa per una gestione competitiva che assicuri lunga vita all'azienda?In Italia l'impresa familiare è una tradizione. Esistono antichissime realtà imprenditoriali che si passano il testimone di generazione in generazione. La più nota è la Fonderia Marinelli di Agnone (Isernia), che dall’anno 1000 fa campane per tutti i paesi del mondo. Passarsi il timone di padre in figlio non è facile, tipicamente per la difficoltà di coinvolgere gli affetti negli affari e per lo sforzo di analizzare correttamente i meccanismi psicologici che si scatenano durante la gestione del business, soprattutto nel momento topico del passaggio generazionale. Nello stesso tempo la forza della famiglia, intesa come unità di intenti e di interessi specie nei momenti di difficoltà, costituisce la forza dell'impresa familiare stessa. All'origine, però, perché un'azienda-famiglia abbia successo e riesca a continuare l'attività oltre la seconda generazione, è necessario mettere ben in chiaro le aspettative, i ruoli e le funzioni. Sempre più spesso le posizioni managerialia contenuto tecnico sono ricoperte da risorse esterne, mentre la componente familiare occupa cariche come quelle di presidente e amministratore delegato. Alla proprietà, quindi, si richiede non tanto la competenza e conoscenza specifica, quanto la capacità di valutare a largo spettro e di spingere verso scelte di business adeguate. Conoscenza del mercato, seria e circostanziata analisi della possibilità di internazionalizzazione della propria azienda, attenzione alla formazione manageriale, utilizzo di nuovi strumenti finanziari, sono tutte attività che l'imprenditore deve seguire e svolgere con attenzione. Lo spirito di intraprendenza che ha guidato il fondatore spesso manca agli eredi diretti che si trovano a rivestire ruoli strategici privi delle competenze necessarie o peggio sostanzialmente demotivati. Pertanto, per iniziare correttamente il passaggio generazionale è necessario seguire processi graduali, senza aspettare che il padre sia troppo anziano e stanco per continuare, affidandosi , se necessario, a esperti esterni che aiutino a trovare la giusta strada per far crescere l'impresa (temporary manager) nelle mani dei figli.
Tag: imprese familiari, family business, aziende di famiglia, tradizione familiare, imprese storiche, aziende familiari
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