Camera di Commercio di Milano, l'impresa nella business TV
Video impresa - i video delle imprese
BLOG
NavigaMi
(30 apr. 2010 | h 11.46)
Dopo mezzo secolo Milano ci riprova, e riapre il salone nautico dedicato all'esposizione di barche fino a 12 metri. Dal 30 aprile al 2 maggio nel tratto milanese del Naviglio Grande, Darsena e alzaia ospitano imbarcazioni e stand degli espositori, aziende lombarde che operano nel settore nautico: dai cantieri, ai concessionari di gommoni e motoscafi a chi produce accessori e abbigliamento nautici. Un business forse poco 'milanese', ma certamente molto lombardo e che in vista dell'Expo 2015, deve prendere ancor più quota. Dalla Darsena alla perifieria, Milano nel 2015 avrà un parco di 800 ettari e sarà percorribile in parte in barca. Il Naviglio quindi deve ritornare a essere una via di trasporto, e in parte già lo è, almeno dal punto di vista turistico. Pertanto tutto il settore è coinvolto e l'evento è una buona occasione per mettersi in vetrina. Sappiamo che a Milano c'è un altissimo numero di possessori di patenti nautiche e di armatori e non sono poche le imprese nautiche.Per Andrea Brambilla, direttore di Y&S, obiettivo del salone è "rinvigorire la nautica con nuovi appassionati stabilendo un contatto diretto". Di qui l'opportunità per i visitatori di provare le imbarcazioni, iscriversi a corsi di vela a prezzi promozionali e visitare stand di aziende di livello internazionale. Curiosità: tra le barche ormeggiate ci sarà anche Azzurra, l'imbarcazione che segnò l'esordio per l'Italia in Coppa America.
Tag: navigami, salone nautico, milano nautica, naviglio grande, darsena, alzaia, eventi Milano
nº visualizzazioni | Commenti 0
Marchio e Design
(26 apr. 2010 | h 12.12)
Prosegue il ciclo di conferenze organizzate da Camera di Commercio dal titolo "Proprietà industriale, istruzioni per l'uso". L'appuntamento giovedì 29 aprile 2010 alle 17.00 per discutere di "Marchio e Design: quali strade percorrere per la loro protezione; come difendersi dalla contraffazione".Cosa è un marchio? Come proteggere disegni e forme? Che differenza esiste tra marchi di fatto e marchi registrati? Il nostro codice civile definisce e già tutela il marchio di fatto, eppure non è sufficiente, la registrazione offre maggior sicurezza. Al di là delle procedure e delle valutazioni circa l'opportunità di registrazione a livello italiano, comunitario o internazionale, la domanda vera è: perché farlo? In primis occorre specificare che per chi opera su mercati stranieri la registrazione del marchio fa parte della stessa strategia industriale. Contro le contestazioni dei competitor e la contraffazione a nulla vale la legge italiana. In Paesi come la Cina non esistono istituti come il marchio di fatto, quindi si procede o depositando direttamente in Cina il marchio o estendendo la validità del marchio internazionale.In seconda istanza, chi non riconosce al proprio marchio un valore economico, probabilmente sbaglia. Inevitabilmente il nome della propria azienda è identificativo del proprio brand e del prodotto, con tutte le sue qualità.Una sedia, un servizio di pony express, un paio di scarpe, o un sistema di pannelli solari sono contraddistinti da un marchio, che, non importa se più o meno noto, ne diventa il simbolo irripetibile e, se registrato, inimitabile.Un'informazione adeguata aiuta a fare chiarezza, e l’occasione offerta da Camera di Commercio è un'ottima opportunità per incontrarsi e confrontarsi sul tema.
Tag: camera di commercio, marchio, contraffazione, design, conferenza, diritto d'autore
nº visualizzazioni | Commenti 3
Verde Milano
(23 apr. 2010 | h 14.09)
Dalla Progettazione e Realizzazione Giardini, alle imprese che si occupano di sistemi ecologici per il riciclaggio dei rifiuti, a tutte le attività commerciali che pensano 'in verde' e a un nuovo stile di vita 'ecosostenibile': Milano è ricca di imprese che offrono servizi a impatto zero.Mentre la figura del consumatore assume nuove caratteristiche, si adegua cioè a uno stile di vita in armonia con l'ambiente, rispettoso degli equilibri della natura, il tradizionale terzo settore lo insegue e reinventa le sue attività tradizionali. Parliamo del negozio di cibo biologico, ma non solo: car e bike sharing, lavanderie ecologiche, installatori di impianti di energia alternativa. Tutto un mondo di servizi che in città sta prendendo piede e che non conosce crisi.Due esempi per tutti: la scelta di muoversi in bicicletta con mezzo privato ha ridato mercato ad attività come l'assistenza e riparazione delle bici, e accanto sono nati nuovi servizi come l' Urban Bike Messengers. Un settore come il design del mobile così tipicamente milanese, che punta alla produzione di arredamento con materiale ecologico, di riciclo o naturale e non trattato (come il legno). Il Salone del Mobile appena concluso testimonia quante imprese del settore hanno intere linee di produzione improntate all'utilizzo di questi materiali.Considerando l'interesse sempre più crescente che i consumatori dimostrano per tutto ciò che è "verde", la produzione eco-sostenibile (di prodotti, servizi ecc..) potrebbe essere un settore a cui molte PMI potrebbero rivolgere la loro attenzione per consolidare e allargare il proprio business.
Tag: Milano eco, negozi verdi, economia green, attività ecosostenibili, negozi ecologici
nº visualizzazioni | Commenti 0
Mercati rionali e GDO
(20 apr. 2010 | h 13.52)
Il supermercato va in piazza. I mercati rionali, le tradizionali bancarelle degli ambulanti, subiranno la concorrenza delle grandi catene che acquisteranno le licenze per i mercati?Una direttiva europea, che l'Italia sta recependo, permette anche alle società di capitali e alle coop di partecipare alle gare per aggiudicarsi gli spazi nei mercati rionali. Le ditte individuali non conserverebbero alcuna prelazione con evidente posizione di svantaggio rispetto alle multinazionali. Se l’obiettivo della norma risponde al principio della liberalizzazione del mercato, di fatto, stando così le cose, le multinazionali cancellerebbero le piccole imprese individuali o famigliari attraverso il gioco al ribasso nella determinazione dei prezzi. Comitati spontanei di commercianti (Stop alla Bolkestein) si stanno muovendo, attraverso la campagna ‘Manda un fax al Senato’, con la quale intendono sollecitare il Senato a modificare il testo della legge in approvazione. Così come più ufficialmente ha preso posizione la stessa ANVI, Associazione Nazionale Commercio su Aree Pubbliche, discostandosi dalle dichiarazioni dei comitati spontanei degli ambulanti. Dal lato GDO, Federdistribuzione sostiene che anche gli ambulanti potrebbero trarne vantaggi, costituendosi in società e migliorando così il servizio.Ecco le reazioni dei ‘mercatari’ :http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/164862/Ovviamente ognuno ha le proprie ragioni, consumatore compreso, che tradizionalmente sceglie il mercato soprattutto per beni di facile deperibilità, eppure in Europa, Svizzera compresa, il mercato non è prerogativa dei piccoli commercianti. La realtà è che tutta la normativa andrebbe rivista, eliminando privilegi di tutti e ‘liberalizzando’ in modo equo il settore.
Tag: mercati, ambulanti, anvi, bolkestein, bancarelle, gdo, protesta commercianti
nº visualizzazioni | Commenti 0
Parliamo di flessibilità
(16 apr. 2010 | h 12.42)
È salita agli onori della cronaca l’ intelligente iniziativa della ZF di Caselle di Selvazzano (PD): rendere veramente flessibile il lavoro degli operai. L’azienda parla di “orario a menù” e realizza un modello aziendale virtuoso di cui si parla da tempo, ma che ha ancora in Italia pochissime applicazioni, nonostante siano moltissimi gli studi che attestano, dati alla mano, che venire incontro alla forza lavoro migliora la vita aziendale: si lavora meglio, si lavora di più.Alla ZF ci hanno creduto veramente e hanno elaborato un sistema per il quale da un lato gli operai inoltrano ogni mese alla azienda le loro esigenze (voglio lavorare di più/di meno), mentre l’azienda indica le proprie necessità di produzione. Queste due istanze vengono incrociate ed elaborate da un software particolare che sforna quindi un orario mensile. A fine anno viene poi fatto un consuntivo per garantire che il tetto minimo delle 40 ore settimanali ciascuno sia stato comunque rispettato.Questa flessibilità consente agli operai di “avere una vita privata”: c’è il papà che in questo modo riesce ad occuparsi al mattino dei figli e l’operaio che riesce a studiare e laurearsi. L’azienda è contenta perchè di fatto è diminuito l’assenteismo e aumentata la produttività. Anche la professionalità degli operai è aumentata: per garantire che le esigenze di tutti vengano soddisfatte, gli operai hanno dovuto imparare anche altre mansioni rispetto alle loro solite.Ma, forse, pratiche simili esistono già in piccole-medie imprese, dove anche senza ricorrere a sofisticati sistemi telematici, una sapiente organizzazione interna del carico di lavoro permette di ripensare l’orario anche in termini di flessibilità. Fateci sapere se avete esperienze simili, giusto per avere un po’ il polso della situazione .Ci sembra che comunque sia, per uscire dalla crisi, una flessibilità e una apertura mentale simili siano proprio la chiave per il successo.
Tag: orario flessibile, flessibilità, apertura mentale, crisi, organizzazione, assenteismo
nº visualizzazioni | Commenti 0
Il design per le PMI
(13 apr. 2010 | h 14.39)
Design e idee innovative a servizio delle PMI. Il progetto Decò 2010, sponsorizzato dall'Assessorato Lombardo all'Artigianato e servizi della Regione Lombardia, ha coinvolto giovani designer (under 35) e gli imprenditori. I progetti vincenti e i prototipi di design realizzati saranno esposti dal 13 al 19 aprile 2010 presso il WJC - World Join Center all'ingresso di Milano Ovest, in occasione del Salone del Mobile. Il Salone del Mobile è per Milano l'Evento, qui si espone di tutto di più, e principalmente, al di là delle occasioni mondane e del contorno di entertainment, è la vetrina per le imprese del settore mobile e design. Decò 2010 sintetizza al meglio il connubio fra ideatori progettisti e produttori. Il coinvolgimento delle PMI è vitale per i designer stessi, e parallelamente le piccole medie realtà imprenditoriali possono, attraverso progetti d'innovazione, rinforzare la propria competitività. Essere concorrenziali nel settore non può prescindere dagli investimenti in nuove idee e prodotti di design dal valore internazionale.Le PMI selezionate all'interno del Progetto Decò acquistano una grande occasione di visibilità nell'ambito del Salone e una promozione unica sul mercato mondiale. Ci auguriamo che iniziative come queste siano ripetute e diventino uno stimolo a ricercare la collaborazione fra le diverse professionalità, a vantaggio del mercato stesso e dell' eccellenza italiana.
Tag: deco 2010, progetto deco, salone del mobile, cosmit, world join center, pmi, designer, design, innovazione
nº visualizzazioni | Commenti 0
Pagina 1 di 2

