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Energie rinnovabili per l'impresa
(29 apr. 2011 | h 15.19)
L’adozione a livello aziendale di fonti di energia rinnovabili può essere non solo un’occasione di risparmio sul lungo periodo ma anche una scelta di comunicazione strategica che punti all’avanzamento in termini brand equity e sostenibilità ambientale. Di seguito le offerte aziendali dei principali gestori di energie rinnovabile: Lifegate Energy: L’offerta è certificata R.E.C.S. , un sistema europeo di certificazione che garantisce la provenienza ‘verde’ al 100% dell’energia fornita. Non ci sono costi di attivazione, canone o recesso. La richiesta di attivazione avviene online tramite il sito Lifegate. Lazienda cliente riceve un’attestazione che certifica l’utilizzo di energie rinnovabili e l’utilizzo del marchio Impatto Zero Sorgenia: C’è un prezzo fisso per l’attivazione e fornitura. L’offerta si rivolge a micro-imprese e PMI. In questo caso l’ente che certifica la provenienza dell’energia è DNVIl sito Sorgenia offre all’utente un’area riservata, assistenza clienti e servizio telefonico.Anche in questo caso viene fornito del materiale per la comunicazione aziendale (adesivi e che certifica la provenienza dell’energia da fonti rinnovabili. AGSM Energia:L’offerta si chiama “AGSM Energia rinnovabile” offre energia proveniente al 100% da energia eolica, solare, da maree, ondosa, geotermica, biomassa e biogas. In questo caso l’attivazione può essere effettuata via mail o telefonicamente. Il servizio prevede una maggiorazione sulle rinnovabili da applicare ai pacchetti standard e tale maggiorazione è suddivisa in tre fasce di consumo. Non fornisce materiale pubblicitario per valorizzare l’immagine aziendale.
Tag: Energia rinnovabile impresa, energia vere, impresa sostenibile, fornitori energie rinnovabili
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Il voip per l'impresa. Pro e contro.
(26 apr. 2011 | h 14.18)
E’ indubbio che l’adozione del Voip a livello aziendale costituisca un sensibile risparmio. Nonostante le compagnie telefoniche tradizionali offrano ormai piani tariffari aziendali che si aggirano attorno ai 20 Euro mensili, il Voip rimane sempre la soluzione più economica. Di contro, permangono ancora diversi problemi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Molte aziende di grandi dimensioni , soprattutto negli USA, hanno subito attacchi e sono state truffate proprio attraverso l’invasione dall’esterno tramite reti Voip. Sarebbe necessario in questo senso investire in sicurezza, il che implica un innalzamento dei costi,e questo fa si che il vantaggio economico della tecnologia Voip rispetto alla telefonia tradizionale vada a pareggiarsi o quasi. Il problema principale è che gli sviluppatori di tecnologie Voip offrono un sempre maggior numero di implementazioni che riguardano l’usabilità, mentre ancora poco viene fatto per offrire strumenti di protezione. Inoltre è auspicabile che si vada sempre più verso un’unificazione degli standard di sicurezza, scelta che comporterebbe senza dubbio una maggiore protezione. “Per la PMI è fondamentale, e non solo per il Voip o per la sicurezza – sostiene Alessio L.R. Pennasilico, esperto per la sicurezza informatica e Voip per il Clusit - affidarsi a dei professionisti del settore con comprovata esperienza e competenza, anche a scapito dell'economicità. Troppo spesso l'IT nella PMI è percepito solo come un costo e questo porta ad una non corretta scelta del prodotto”Un altro punto fondamentale riguarda l’implementazione, che se è eseguita in modo non consono può compromettere sia la sicurezza che la funzionalità. Molti uffici per esempio, installano telefono e computer sulla stessa LAN. Così, in momenti di sovraccarico, possono presentarsi problemi anche a livello di rete telefonica, inficiando sia la sicurezza che la qualità della comunicazione. Sarebbe auspicabile che chi si occupa dell’installazione delle reti, offrisse anche un’adeguata assistenza, costante e in linea con le esigenze della clientela.
Tag: voip, voip per l'impresa, voip pmi, telefonia digitale, telefono azienda
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L'esperto di sicurezza sul lavoro
(22 apr. 2011 | h 13.58)
Il manager per la sicurezza sul lavoro è una figura professionale che negli ultimi tempi sta trovando sempre più spazi all’interno delle aziende, indipendentemente dal settore merceologico. Nascono nuove mansioni come l’RLS (il Responsabile Lavori per la Sicurezza) e il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), figure che non solo devono avere una formazione manageriale ma anche una buona conoscenza delle dinamiche sulla sicurezza e il mondo del lavoro. Compito del manager della sicurezza sul lavoro, oltre a quello di saper prevenire eventuali rischi o infortuni, è quello di coordinare le varie figure professionali specializzate, che possono essergli d’aiuto nella corretta valutazione dei rischi. Deve inoltre avere una conoscenza approfondita della legislatura in tema di lavoro e sicurezza e proporre programmi di informazione e formazione ai lavoratori.La presenza di un responsabile sulla sicurezza, oltre ad avere un risvolto etico, comporta a livello aziendale anche dei vantaggi di tipo economico. Il manager sulla sicurezza deve saper riconoscere in modo dettagliato i costi di eventuali fenomeni infortunistici, a livello sia pubblico sia privato, e saper prevenire eventuali conseguenze. E’ dimostrato che un buon piano di prevenzione a livello aziendale, e un’attenta valutazione dei rischi, comporta nella maggior parte dei casi, risparmi notevoli anche a livello economico.
Tag: sicurezza sul lavoro, esperti sicurezza aziendale, RSPP, RLS
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L'esperienza del distretto aerospaziale
(19 apr. 2011 | h 12.53)
Giuseppe Orsi ha fatto la sua prima apparizione pubblica da neo-amministratore delegato di Agusta Westland (gruppo Finmeccanica) in occasione della convention del Distretto Aerospaziale Lombardo. In presenza del presidente della regione Formigoni e dell'assessore alle infrastrutture e mobilità, Orsi ha fatto un compendio della situazione del Distretto Aerospaziale, il distretto composto da 185 imprese che nel 2010 hanno contribuito da sole al 38% dell'export nazionale nel settore. L'idea alla base del distretto è stata quella di creare una rete di eccellenze del settore aerospaziale in grado di competere come "prime contractor" in tutti i grandi progetti di livello internazionale. Partita da nove membri fondatori, il distretto è cresciuto nel giro di breve tempo. «Le imprese hanno rotto il ghiaccio e non sono più diffidenti. Stanno acquisendo maggior visibilità sui mercati internazionali e, cosa non secondaria, stanno imparando a conoscersi meglio tra loro», sostiene il presidente dell'Unione degli industriali della provincia di Varese Michele Graglia. Ad oggi, attorno ai grandi gruppi industriali come AgustaWestland, Alenia Aermacchi e Selex Galileo, ruota tutta una galassia di piccole realtà produttive che contribuiscono all’eccellenza del settore in Lombardia. Di queste, le grosse aziende, quelle che contano più di 250 dipendenti, sono 25, quelle di medie dimensioni sono 30 circa e il resto è composto da PMI. La produzione va dalle materie prime (materiali metallici, plastici, vernici, sigillanti e combustibili) ai semilavorati e sistemi di equipaggiamento , fino a produzioni più complesse come aeromobili e satelliti.Il distretto Aerospaziale Lombardo da lavoro a quasi 15 mila addetti per un fatturato di 4 miliardi di Euro nel 2010. Fondamentale è il contributo del Ministero dell’Istruzione e Università che ha stanziato fondi per 150 milioni di Euro. “Un investimento importante” ha detto il presidente Formigoni “per sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’alta formazione in settori considerati strategici per l’economia lombarda”.
Tag: aerospazio, distretti industriali, finmeccanica, distretto aerospaziale
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Comunicazione d'impresa on-line
(15 apr. 2011 | h 12.50)
Il problema principale di molte piccole e medie imprese italiane è quello di non aver ancora interiorizzato appieno i processi che regolano la rete e le sue funzioni. Il web è rimasto isolato dai meccanismi di impresa veri e propri e la presenza aziendale in rete si è limitata per molti anni ad una presenza "statica" costituita nella maggior parte dei casi da un sito-vetrina, molto spesso aggiornato in modo insufficiente. E' importante che l'impresa acquisisca una visione strategica del web e ne interiorizzi le vere potenzialità. La presenza aziendale on-line non deve essere un semplice prolungamento virtuale del materiale istituzionale, ma, oggi come non mai, deve essere un'occasione di interazione con i clienti, con i fornitori oltre che un punto di vendita e di gestione della produzione e via dicendo. Vito di Bari, opinionista del Sole 24 Ore ed esperto di comunicazione d'impresa, ha steso un decalogo per aiutare le aziende a costruire un piano efficace di comunicazione online.Secondo Di Bari è necessario abbandonare la vecchia visione dell'advertising tout court, invece di acquisire e promuovere spazi pubblicitari è molto più efficace offrire contenuti e servizi gratuiti che siano di una qualche utilità al consumatore. Bisogna inoltre essere in grado di sfruttare i nuovi supporti on-line come il podcast e il videocast, quando sono compatibili con l'attività svolta dall'azienda. E' necessario saper interagire con il consumatore anche e soprattutto all'esterno del proprio sito, all'interno di community e altri luoghi di aggregazione.Inoltre è importante stendere un'accurata attività di progettazione che includa diversi componenti (blog, social, etc) avendo piena coscienza dell'utilità e delle funzionalità di ciascun mezzo.In luogo di messaggi singoli e univoci è preferibile adottare un processo di fidelizzazione di lunga durata che coinvolga il cliente/potenziale cliente e costruire con lui un rapporto il più possibile dialogico.Fondamentale, infine, è saper progettare un sistema di verifica della qualità del prodotto e quantificare il coinvolgimento e la risposta dell'utente, e non solo verificarne la presenza momentanea.
Tag: web marketing impresa, web pmi, strategie web impresa, social media marketing, web marketing
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Arte a Milano
(12 apr. 2011 | h 13.42)
Nell'ambito della XIII settimana della cultura in corso (al 9 al 17 aprile) Milano e le sue istituzioni ripropongono l'evento "Milano nei cantieri dell'arte", concentrandosi sui cantieri di restauro delle opere del '600 e del '700 con riferimento a fabbriche e opere idrauliche racchiuse nella cinta muraria della città voluta da Carlo V. L'appuntamento autunnale dell'anno scorso trova negli incontri di questa settimana, tra workshop e convegni, il naturale proseguio di un'iniziativa che continuerà fino all'Expo 2015. Ancora una volta emergeranno la professionalità, le tecnologie e le conoscenze della tradizione culturale da parte degli imprenditori del settore. Le imprese specializzate nel restauro in Lombardia sono 622 (iscritte a registro), un numero più alto rispetto regioni come Toscana o Lazio che vantano un patrimonio più cospicuo da tutelare. Ciò a significare la sensibilità artistica e l'apprezzamento innato dei lombardi per ciò che appartiene alla propria cultura e tradizione. La valorizzazione del patrimonio artistico e storico della città e il coinvolgimento dei cittadini nei progetti genera sensibilità verso ricchezze che, in vista dell'Expo 2015, ma non solo, fanno conoscere Milano come città d'arte e quindi luogo capace di produrre flussi turistici.
Tag: milano nei cantieri dell'arte, settimana della cultura, restauro, ristrutturazioni, lombardia restauri, turismo milano, expo milano
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