Camera di Commercio di Milano, l'impresa nella business TV
Video impresa - i video delle imprese
BLOG
Cloud Computin 04 IaaS - Infrastructure as a service
(31 mag. 2011 | h 12.23)
La terza componente del Cloud Computing è denominata Infrastructure as a Service (IaaS) e consiste nell’utilizzo da remoto di software e hardware e tutte le componenti che possono servire allo storage di dati e al networking, come server e quant’altro.Il provider in questo caso mette a disposizione dell’utente le infrastrutture hardware e la documentazione necessaria per utilizzarne le risorse (cicli cpu, memoria ram, storage). Lo IaaS può essere distribuito da un’organizzazione interna (insourced) oppure da una esterna (outsorced).In entrambi i casi l’utilizzatore mantiene la facoltà di distribuire ed eseguire software e applicazioni ma non ha controllo sull’hardware la cui gestione avviene sotto la responsabilità del provider. La stessa infrastruttura può essere ospitata in data center esterni all’azienda e può essere dedicata ad un singolo consumatore (private cloud), ripartito tra alcuni clienti (community cloud) o condivise in generale (cloud pubblico). Come il PaaS e il SaaS, anche l’IaaS comporta un notevole risparmio per l’azienda, soprattutto per cio che concerne i costi di gestione e manutewnzione dei server.In Italia normalmente i servizi IaaS vengono offerti in modalità Flat con fatturazioni periodiche.Le previsioni sull’IaaS a livello globale partono da una stima di 3,7 miliardi di dollari per il 2011, cifra che si dice sia destinata a triplicare nel 2014, raggiungendo i 10,5 miliardi.
Tag: cloud computing, SaaS, Paas, IaaS, Infrastructure as a service
nº visualizzazioni | Commenti 0
Cloud Computin 03 PaaS – Platform as a Service
(27 mag. 2011 | h 16.20)
La seconda tipologia di Cloud Computing è denominate PaaS (Platform as a Service). E’ simile al SaaS, ma anzichè riguardare l’utilizzo di un singolo software, riguarda una piattaforma (sempre utilizzablie da remoto) che include diversi servizi, programmi, librerie, etc. In questo modo gli utenti coinvolti oltre che a utilizzare i software possono, grazie alle piattaforme a disposizione, sviluppare, integrare ed erogare le applicazioni, avendo di fatto il pieno controllo sugli strati applicativi. Il Paas è caratterizzato da un ambiente di facile utilizzo in cui gli utenti (e non programmatori) possono facilmente interagire senza dover possedere conoscenze tecniche approfondite. In questo modo ciascuno user può operare e testare le singole applicazioni agendo in differenti aree di responsabilità e competenza. Grazie a questa condivisione in team è possibile accrescere la produttività degli elementi del PaaS, definendo orari, team, possessori di diverse aree di respondabilità, ruoli e così via. Vi sono inoltre strumenti utili per monitorare la risposta del cliente, costi, guadagni e molto altro. Da uno studio promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano che ha sondato la realtà italiana e ha visto coinvolti 168 responsabili dei sistemi informativi di importanti aziende, è emerso che il 24 % delle realtà prese in esame ha già attivo un servizio PaaS.
Tag: cloud computing, SaaS, PaaS, impresa digitale, platform as a service pmi
nº visualizzazioni | Commenti 0
Il cloud computing 02 - SaaS (Software as a Service)
(24 mag. 2011 | h 16.17)
Come già anticipato nel post introduttivo, il cloud computing permette alle aziende e pubbliche amministrazioni di usufruire di hardware o software distribuiti in remoto. Una delle tre tipologie fondamentali di Cloud Computing è il SaaS (Software as a service), modello che consiste nell’utilizzo di programmi da remoto, nella maggior parte dei casi attraverso un server web. Il fruitore non paga per il possesso del software ma per l’utilizzo dello stesso. Questo sistema fornisce un’alternativa facilmente gestibile e a costo più basso rispetto alle applicazioni tradizionali. In questo modo clienti e collaboratori possono accedere ai dati e ai programmi affittando di fatto il software da un provider che rilascia il servizio su licenze per utente o licenze su base temporale. In questo caso sarà il provider responsabile della sicurezza dei dati, dell’efficienza del software stesso, dell’aggiornamento e manutenzione dell’infrastruttura tecnologica. I vantaggi per l’azienda si traducono in risparmio sui costi di attivazione, di gestione e di ricerca e assunzione di personale specializzato (sviluppatori, consulenti, commerciali).Il sistema SaaS ha gia conquistato molte aziende che esprimono giudizi positivi su questo nuovo modo di gestire dati e applicazioni. Ciò nonostante rimangono ancora dubbi sugli aspetti legati alla sicurezza e sulla solidità finanziaria (e quindi affidabilità sul lungo periodo) degli attuali provider SaaS.Ecco un articolo per chi volesse approfondire gli aspetti legali e di sicurezza dei dati legati al modello SaaS.
Tag: Software as a service, SaaS, cloud computing, sicurezza dati
nº visualizzazioni | Commenti 0
Il cloud computing
(23 mag. 2011 | h 16.07)
Inauguriamo con questo post una mini serie sull’affascinante universo del cloud computing, ovvero la possibilità per le aziende di disporre di applicazioni e servizi tramite Internet distribuite da remoto.Il Cloud computing rappresenta il futuro, ma si tratta di un futuro che è già qui e che ha potenzialità enormi per la informatizzazione delle aziende, grandi e piccole, nell’ottica di un uso efficiente delle risorse informatiche e economiche.Di cosa si tratta? Anziché avere i computer aziendali pieni zeppi di costosi e pesanti software, i sistemi/pacchetti informatici di cui l’azienda necessita sono appunto “on the cloud”, nelle rete, sono cioè fruibili da remoto.Qual è il vantaggio? Poter ordinare esattamente la quantità di informatica necessaria, senza essere costretti a investire in risorse sottoutilizzate.E per le Pmi ? Il cloud computing può diventare un fattore abilitante perché è in grado di mettere a disposizione dell'imprenditore e dei gruppi di lavoro risorse che in situazioni convenzionali non sarebbero facili da gestire.La materia è tanto complessa quanto ricca di suggestioni e di utili riflessioni per il futuro delle PMI.Qui un buon articolo per iniziare a comprendere “La Nuvola”
Tag: cloud computing, informatizzazione aziendale, on the cloud
nº visualizzazioni | Commenti 0
Le imprese storiche in Lombardia
(17 mag. 2011 | h 16.47)
Le imprese storiche costituiscono un patrimonio sociale e culturale per la città e perciò vanno tutelate e salvaguardate. A Milano va il primato per il numero di imprese storiche, ben 1119 quelle a Milano e quasi 300 a Varese, che si conferma quinta in Italia per la presenza di questo tipo di attività. Il settore manifatturiero è quello più rappresentato, seguito dal commercio al dettaglio. “Le imprese storiche – ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano – sono lo specchio di una realtà imprenditoriale che ha saputo fare della tradizione il punto di partenza per la crescita e lo sviluppo odierno”.A tal proposito Unioncamere ha istituito un Registro delle Imprese Storiche in occasione dei festeggiamenti per l’unità nazionale, allo scopo di “premiare e incoraggiare quelle imprese che hanno saputo trasmettere alle generazioni successive un patrimonio di esperienze e valori imprenditoriali”.Il requisito indispensabile per l’iscrizione al registro è l’esercizio ininterrotto da almeno 100 anni e va maturato al 31 dicembre di ciascun anno. La domanda va presentata utilizzando la modulistica disponibile sul sito della Camera di commercio di Milano.
Tag: Aziende storiche Milano, aziende storiche Lombardia, registro aziende storiche, registro impese storiche unioncamere
nº visualizzazioni | Commenti 0
La conciliazione obbligatoria
(13 mag. 2011 | h 16.19)
Dal 21 marzo è entrata in vigore la conciliazione obbligatoria (stabilita dal D.Lgs. 28/2010 e regolamentata dal D.M. 180/2010) che impone per le controversie civili la conciliazione davanti a un mediatore iscritto all’Albo degli organismi di conciliazione del Ministero della Giustizia. In una fase preliminare la conciliazione obbligatoria riguarderà solo alcune materie: diritti reali, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, contratti finanziari, responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità. Dal 20 marzo 2012 il decreto si estenderà alle cause condominiali e responsabilità civile auto. Lo scopo della conciliazione obbligatoria è quello di alleggerire l’apparato della giustizia e rendere più agevole ai cittadini la gestione delle controversie.Le parti in causa avranno 120 giorni di tempo per accordarsi. Se, trascorso il termine, non si sarà trovato un accordo, la segreteria consegnerà un Verbale di fallita conciliazione e le parti coinvolte avranno la possibilità di ricorrere al giudice. A due mesi dall’entrata in vigore del decreto, sono state in media 2 al giorno le domande presentate al Servizio Conciliazione della Camera Arbitrale, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.I temi che rappresentano una maggiore novità rispetto a quelli tradizionali sono la responsabilità in campo medico e la successione.Centinaia, invece, sono le richieste di informazioni sui corsi di formazione per diventare mediatori.
Tag: D.Lgs. 28/2010, D.M. 180/2010, conciliazione obbligatoria, controversie civili
nº visualizzazioni | Commenti 0
Pagina 1 di 2

