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Web marketing e pmi 02 (cosa fare e cosa non fare)

(28 giu. 2011 | h 11.56)

Dopo aver visto gli accorgimenti preliminari utili per una buona strategia di web marketing, passiamo ai suggerimenti pratici per curare al meglio l’immagine aziendale on-line  Sito aziendale:Una buona campagna di web marketing non può prescindere dal sito aziendale, che deve essere ben strutturato sia dal punto di vista tecnico che da quello testuale. Onde evitare di incorrere nelle penalizzazioni dei motori di ricerca è bene seguire alcune semplici regole:- i siti in flash, anche se esteticamente più accattivanti,  vengono ormai penalizzati dai motori di ricerca. Un sito cosiddetto statico è di gran lunga più gestibile e più favorito dai motori- i contenuti devono essere di qualità, è bene evitare il “copia incolla” (anch’esso penalizzato dai motori) e una ridondanza di testi senza cognizione di causa. Sempre per non incorrere in inutili penalizzazioni evitare la ripetizione delle keyword  e l’utilizzo di testi nascosti- la struttura della navigazione non deve essere troppo complicata. Infine è bene non sovraccaricare di immagini il sito che deve essere leggero per una navigazione veloce- utilizzare tag keyword di massimo 5-6 parole chiave - quando il settore che trattiamo è molto popolare è meglio puntare su keyword multiple, ovvero composte da più parole- usare link di qualità e provenienti da risorse a tema. Tenersi alla larga da chi fa spam.Social Media:- Evitate di mentire, i clienti ormai sono smaliziati e non accettano prese in giro o scuse inutili. In questo senso è bene saper ammettere i propri errori laddove è possibile.- Offrite contenuti freschi e interessanti- Fornite materiale utile e gratuito come tools e utilities- Fate tesoro dei feedbackForum e community:- Non ignorare le regole dei forum, onde evitare di essere bannati- fornire informazioni utili ed esaustive è una delle principali forme di marketing. Anche chi vuole acquistare on line cerca informazioni e feedback sul prodotto che lo interessa- non impiegare troppo tempo per rispondere alle domande dei clienti/potenziali clienti. Rispondere prontamente eviterà di dare l’impressione che il vostro servizio sia scadente.- lasciate che i vostri prodotti siano recensiti e votatiNewsletter:- creare una mailing list di persone con cui mantenere un rapporto di fiducia. La newsletter vi permette di gestire un dialogo “preferenziale” con chi è interessato al prodotto che offrite. - non inviare e-mail a chi non ha rilasciato espressamente l’autorizzazione. Se non avete tale autorizzazione chiedete preliminarmente il permesso di inserire il contatto del destinatario nella vostra mailing list.- inviate mail compatibili con dispositivi mobili, poiché sono i dispositivi più utilizzati per questo tipo di fruizione- offrite un sistema di cancellazione dalla mailing list facile e intuitivo- non inviate offerte troppo generiche e limitatevi con il numero dei messaggi 

Tag: web marketing per pmi, social media pmi,

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Web Marketing e PMI

(24 giu. 2011 | h 11.34)

Per sfruttare al meglio gli strumenti che il web offre e aumentare la propria visibilità on-line, è necessario avere una conoscenza, seppur minima, dei principali meccanismi che regolano oggi il mondo del web marketing. Avere una strategia significa anticipare e pianificare il percorso da intraprendere, analizzare gli eventuali rischi, i competitor da affrontare e le eventuali opportunità da sfruttare. Premesso che quando parliamo di web marketing gli eventuali rischi sono limitati e i costi generalmente inferiori rispetto alle forme di promozione tradizionale, è utile in ogni caso sapere quello che ci si appresta a fare onde evitare un’inutile dispersione di tempo ed energie.Strategie di web marketing: a chi conviene adottarle?Un sito web ben strutturato e completo di informazioni è un buon punto di partenza per costruire un’efficace strategia web. Ovviamente in base alla categoria merceologica di cui si occupa l’azienda, la strategia andrà adeguata e costruita su misura. Ma, sebbene ci siano dei settori privilegiati come il turismo, formazione, immobiliare, finanza e, in generale, tutti i settori il cui target è mediamente giovane, oggi ha ormai poco senso chiedersi chi possa ottenere più vantaggi dal web. Con lo sviluppo esponenziale che ha avuto internet negli ultimi anni, la quasi totalità delle aziende sarà presto reperibile online. Non è detto dunque, che anche chi opera in quei settori in cui le ricerche sui motori sono inferiori, non possa avere interessanti opportunitàNonostante i social media e le altre forme di aggregazione online siano ormai lo strumento più efficace per una buona strategia di web marketing, avere un sito aziendale ben strutturato, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dei contenuti, è fondamentale, sia che si intenda utilizzarlo come semplice vetrina, sia che si intenda vendere i propri prodotti o servizi direttamente onlineAnalisi della propria presenza onlinePrima di procedere con una campagna marketing è utile farsi un’idea della situazione con un report di ascolto preliminare, ovvero, monitorare le  conversazioni che riguardano la nostra azienda, quelle concorrenti o, più in generale il settore merceologico da voi trattato. Calcolare lo Share of Voice, più nello specifico, ci permette di conteggiare tutte le volte in cui il nostro brand ricorre sul web. E’ utile in questo senso saper distinguere le fonti in cui il brand viene citato, come forum, blog, social network o altro. Una volta capito quanto si parla del nostro brand è bene sapere come se ne parla: la  Sentiment Analysis, è il cuore dell’analisi e ci aiuta a capire l’orientamento dei consumatori, cosa apprezzano di più e cosa di meno, quali prodotti andrebbero miglioratiUna volta completata la fase di analisi preliminare, si può procedere con la strategia vera e propria, di cui analizzeremo i punti nel prossimo post. 

Tag: web marketing, web marketing per pmi

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Come gestire un blog aziendale – 02

(21 giu. 2011 | h 12.32)

Ancora qualche consiglio per sfruttare al meglio le opportunità che un corporate blog può offrire:curare la qualità dei contenuti fare del vostro blog aziendale una sfacciata campagna marketing non è una buona idea. I clienti cercano risposte concrete e opinioni oneste e avvertiranno subito l’insincerità dei contenuti. Il blog va utilizzato per quel che realmente è, uno spazio in cui offrire prima di tutto trasparenza e migliorare in questo modo la qualità del servizio. Inoltre rappresenta un’occasione per stabilire delle connessioni reali con i vostri clienti, non rovinate questa opportunità con inutile materiale promozionale essere costanti nell’aggiornamento solitamente un blog viene giudicato per i nuovi contenuti che veicola. Per fidelizzare i visitatori e fare in modo che tornino sul le vostre pagine, la rilevanza dei contenuti e il ritmo degli aggiornamenti sono fondamentali. Non va dimenticato che i contenuti possono variare dalle informazioni sulla produzione alle segnalazioni di posizioni scoperte, da news generiche e attinenti al settore di cui vi occupate alle riflessioni dell’amministratore delegato. E’ praticamente impossibile rimanere a corto di materiale rinforzare i valori aziendaliil blog deve riflettere l’anima dell’azienda, la sua mission, le prospettive e gli obbiettivi prefissati. Dopotutto il blog non è che un altro mezzo attraverso il quale interagire con i clienti e con i dipendenti. E’ una parte della brand experience e dovrebbe essere coerente con l’impressione che l’azienda vuole produrre di sè incoraggiare i dipendenti ad usarlo affinchè ciò accada è bene creare un’atmosfera in cui possano esternare opinioni e dubbi senza timori. Sarete sorpresi nel constatare come una tale opportunità verrà accolta favorevolmente. Ovviamente, onde evitare risvolti negativi, è fondamentale ricordare loro la natura pubblica dello strumento che utilizzano e, nel caso, fare uso di sistemi di moderazione per filtrare eventuali interventi sgradevoli

Tag: blog aziendale,

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Come gestire un blog aziendale - 01

(17 giu. 2011 | h 17.13)

La gestione di un blog aziendale richiede competenze e accorgimenti diversi da quelli richiesti per la gestione di un blog personale. Il corporate blog non ha un linguaggio ufficiale ma è bene che ricordi nello stile, nei colori e nei contenuti le principali linee guida aziendali. E’ innanzitutto un luogo virtuale non ufficiale dove gli utenti/clienti possono reperire notizie e vari materiali scaricabili. Secondo una ricerca che HubSpot Blog ha condotto su un campione di circa 1500 aziende, coloro che gestivano un blog parallelamente al sito aziendale, avevano un numero di visitatori molto più alto, pari a quasi il 55% in più. E’ indubbio che il blog aziendale non si accompagna a qualsiasi settore merceologico. Perché il blog abbia senso dev’esserci una domanda da soddisfare o per lo meno delle problematiche da risolvere. E’ importante partire da un piano editoriale (che può essere rivisto in corsa sulla base dei risultati ottenuti) e affidarsi a persone esperte, o almeno appassionate, per la gestione dei contenuti. Infine, è bene mantenere una buona frequenza nella pubblicazione dei post, che può variare dai cinque a un minimo di tre post settimanali. Alcuni consigli: 1) Non criticare altre aziende o persone, questo non fa che svilire il livello della conversazione 2) Imparate a distinguere ciò che vale la pena pubblicare e ciò che non da’ alcun valore aggiunto 3) Non limitarsi ad una mera rassegna di prodotti o servizi ma creare un luogo di incontro e condivisione in cui i clienti possano confrontarsi tra loro. 4) Oltre a gestire in modo efficace il rapporto con i clienti, è necessario instaurare un rapporto con altri blog appartenenti alla nostra nicchia di mercato. Come qualsiasi altro blogger, anche il corporate blogger deve saper espandere la propria rete di contatti. E’ importante sapersi porre agli altri (blogger e visitatori) come una fonte autorevole ed essere in grado di costruire fiducia. Per fare questo bisogna saper veicolare contenuti di qualità impiegando, e questo è inevitabile, tempo ed energie.

Tag: blog aziendale, social media marketing pmi, corporate blog

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Pmi e social network - 02

(14 giu. 2011 | h 14.09)

Grazie alla diffusione dei social media, oggi le piccole e medie imprese hanno diversi strumenti e strategie a loro disposizione per promuovere il proprio brand online e per monitorare la risposta dei clienti.  Gli specialisti parlano ormai di “social customer”, riferendosi al processo secondo cui i potenziali clienti fanno affidamento ai commenti  e opinioni di altri clienti loro “pari” perché ritenuti più affidabili della “propaganda” classica.Ecco le fasi principali per monitorare le discussioni degli utenti ed eventualmente per coinvolgerli nei processi di “ideazione” e innovazione:Prevedere se un servizio/prodotto avrà o meno successo1-    Mettersi in ascolto, monitorare le conversazioni degli utenti. Chi parla di noi? Cosa dice?2-    In quali ambienti viene riproposto più spesso il nostro brand? (blog, forum, social network etc)3-    Si sono verificati aumenti di discussion o picchi di visite? E se si, a cosa son dovuti?4-    Quali sono i prodotti/servizi più apprezzati? Quali considerati di scarso livello? E come è possibile migliorarli?Dopo la fase preliminare di ascolto è necessario rendersi parte attiva nel dialogo e interagire con gli utenti. Bisogna saper scegliere lo strumento piu efficace per partecipare al dialogo (e’ bene farsi consigliare da un esperto in questo senso). A seconda del mezzo scelto si avrà un approccio diverso all’interazione con gli altri utenti. Mentre nel caso del blog, per esempio, la gestione dei contenuti è “autoritaria”, ovvero si ha potere decisionale sui contenuti e il loro sviluppo, pur dando agli utenti la possibilità di partecipare, nel caso delle comunity  la “gerarchizzazione” è molto più democratica. Esistono in rete diversi strumenti a disposizione delle imprese per creare delle piccole community, come Ning e Elgg, strumenti facilmente gestibili e customizzabili con cui creare veri e propri social network ad hoc. 

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PMI e social media 01

(10 giu. 2011 | h 12.12)

Le imprese italiane sono tra le più aperte verso i social media a scopo di marketing. Nonostante questo molto spesso manca una strategia chiara e ben delineata. Utilizzare più social network contemporaneamente può risultare controproducente se non si dispone di una gestione efficace e di un preciso piano strategico. Per non incorrere in inutili dispersioni è bene elaborare in fase di start-up  una campagna semplice concentrandosi su un singolo profilo, che sia esso un blog o una pagina facebook. Molte imprese si fermano alla fase di “seduzione” del potenziale cliente e questo può rivelarsi inefficace poichè  il social media consumer sta diventanto sempre più esperto e “smaliziato”.  E’ quindi indispensabile andare oltre il primo approccio e instaurare un rapporto dialogico con l’utente attraverso una raccolta di feedback che permetta di elaborare delle strategie ben mirate che, all’occorrenza, siano anche in grado di fare cambiare idea al consumer. Ascoltare, dunque, e creare una comunicazione biunivoca. Questo implica molto più tempo da dedicare ai social media, e la capacità di tollerare le critiche e di elaborale. E’ bene affidarsi a consulenti qualificati, almeno in fase preliminare, per poi iniziare a seguire il progetto in autonomia.Inoltre è importante rimanere flessibili e non attenersi strettamente a un piano d’azione prestabilito se si presenta l’esigenza di variazioni in corso d’opera. La rete è in continuo mutamento e bisogna saperne cogliere le dinamiche. Infine, non è necessario puntare  sui grandi numeri ma veicolare contenuti di qualità, pensati su misura per  il target di riferimento. 

Tag: pmi e social media, social media marketing, social media marketing pmi

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